Home SIC Minacce Interventi Materiali Glossario Bibliografia E-Mail
Fauna Flora Funghi Habitat
Salvaguardia e valorizzazione delle torbiere di Danta di Cadore
"Danta2004" Life04 NAT/IT/000177

GLI HABITAT DELLE “TORBIERE DI DANTA”

6230* Formazioni erbose a Nardus, ricche di specie, su substrato siliceo delle zone montane

Habitat prioritario rilevato nella sua forma più tipica solo in un prato localizzato a nord di Piedo. In passato certamente più diffuso, soffre dell’abbandono delle pratiche culturali di falciatura o pascolo razionale che favorisce l’inserimento di altre comunità. Pregevole anche a livello paesaggistico per le belle fioriture che si susseguono. Per la sua difesa va assicurata regolare falciatura.

6410 Praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi (Molinion caeruleae)

Habitat presente in lembi in diversi ambiti del SIC, anche se raramente in aspetto tipico. Spesso intaccato dalla presenza di stadi arbustivi o dall’invasione di specie arboree. Nelle facies più igrofile la minaccia prevalente è rappresentata dalla diffusione di Phragmites. Le indicazioni per il mantenimento riguardano quindi la falciatura e l’eliminazione delle specie legnose.

In alcune aree a facies acidofila (aree prative attualmente non gestite in cui le comunità presentano aspetti di transizione con il nardeto) la minaccia è costituita dall’avanzata di abete rosso e pino silvestre.

In altre che presentano facies degradata a Deschampsia caespitosa, le cause del degrado sono associabili all’abbandono ed al calpestio. Spesso si tratta di aree di impluvio con alcune entità nitrofile, forse interessate da pascolo di passaggio. Per una migliore gestione sono auspicabili interventi per limitare la Deschampsia.

Sono frequenti infine lembi di prato cespugliato in cui le specie del molinieto sono ancora molto ben rappresentate mo dove la copertura di specie arboree od arbustive è significativa (20-30%). Si tratta di fasi di ricolonizzazione che occupano margini boschivi e che sono in evidente espansione verso zone torbose più interne. L’interesse floristico ancora presente va salvaguardato con regolare falciatura per evitare la progressiva affermazione delle specie arboree, pino silvestre soprattutto.

6430 Bordure planiziali, montane e alpine di megaforbie igrofile

Formazioni di margine, presenti in diverse località del sito, raramente su vaste estensioni, ma comunque ben identificabili con prevalenza di megaforbie quali Cirsium heterophyllum, Filipendula ulmaria, Carduus personata, Crepis paludosa, ecc. Si tratta di stadi seriali, fisiologici, che non necessitano di particolari interventi.

In alcuni aspetti collegate a queste comunità è il Rubetus idaei (cenosi a lampone) diffuso in tutte le Alpi orientali e caratterizzante i margini boschivi ed i prati abbandonati. Non necessita di particolari misure gestionali.

6520 Praterie montane da fieno

Habitat sempre più raro nella sua forma più tipica di triseteto, prato montano regolarmente falciato. Localizzato in tre stazioni vicino alla strada e presso il campo sportivo. L’ elevato valore paesaggistico di questi prati va recuperato e mantenuto.

In particolare la facies a Deschampsia caespitosa, igrofila e in parte nitrofila, significante una minore qualità ambientale, necessita di opportuni interventi gestionali (falciatura regolare e limitazione del calpestio).

In alcune aree la pregressa utilizzazione del suolo, con alternanza di falciature, pascolo, fasi di abbandono, determina la presenza di un mosaicotra praterie montane da fieno e formazioni erbose a Nardus (6230*). Una gestione accurata potrebbe orientare la scelta verso l’habitat prioritario.

7110* Torbiere alte attive

Habitat prioritario che in fase di prima stesura delle schede non era stato considerato. Bulten attivi con cenosi di Oxycocco-Sphagnetea (Andromeda polifolia, Vaccinium microcarpum, Vaccinium uliginosum s.str.), in cui prevale il Pinetum rotundatae (= Pino mugo-Sphagnetum) sono invece presenti nella torbiera di Val da Ciampo, a valle della strada, in quella a est della Val da Ciampo (la più integra, complessivamente), a Cercenà e in due altre piccole torbiere nella parte bassa di Piedo. Un lembo interessante si trova anche a Palù Longo (fuori SIC).

7140 Torbiere di transizione e instabili

Habitat ben rappresentato in diversi siti e soprattutto in Val Mauria. Vi sono state incluse anche depressioni con Drosera anglica e Drosera x obovata, stadi a Trichophorum alpinum del Drepanoclado-Trichophoretum caespitosi e altri aspetti del Caricion nigrae. La qualità ecologica è notevole e la componente briofitica svolge un ruolo determinante.

La facies a Carex lasiocarpa e Carex rostrata di elevata statura, è presenti in stazioni di considerevole qualità e naturalità, di regola localizzate ai bordi di modesti impluvi o canali di drenaggio in seguito quasi colmati. Non necessita di interventi gestionali.

La facies a Phragmites australis,di qualità è inferiore, potrebbe essere migliorata con adeguati interventi.

La facies degradata è segnalata in una modesta area torbosa nella zona di Piedo, disturbata da Deschampsia caespitosa, Cirsium palustre, Equisetum palustre (ancora presenti Menyanthes trifoliata, Carex nigra, Carex panicea, Trichophorum caespitosum, ecc.).

7150 Depressioni su substrati torbosi del Rhynchosporion

Aspetti di elevata qualità corrispondenti alle depressioni (Schlenken) con pozze che in estate avanzata si prosciugano. Oltre a Rhynchospora alba e Carex limosa, dominanti, spiccano le drosere, soprattutto Drosera anglica e D. x obovata. Nel sito Palù Longo è assai ben rappresentata Lycopodiella inundata, la cui presenza giustifica gli interventi di riqualificazione e, quanto meno, la sospensione di nuovi apporti di inerti.

 

7230 Torbiere basse alcaline

Sui pendii soggetti a scorrimento sono ben diffuse comunità di Caricion davallianae, in particolare aspetti a dominanza di Schoenus ferrugineus che traggono vantaggio dall’assenza di interventi gestionali. Anche facies a Trichophorum caespitosum, più acidofile, sono considerate in questo tipo.La minaccia maggiore è rappresentata dall’invasione di Phragmites. In zone più asciutte entrano specie di Molinietalia e anche plantule di specie arboree. Negli aspetti migliori si nota una buona ricchezza floristica che per essere mantenuta ed evitare specie invasive o l’inarbustimento richiederebbe almeno una falciatura di mantenimento in stagione estiva avanzata.

Nelle facies a Phragmites australis, estese in Val da Ciampo, parte alta, e in Val Mauria e presenti in altri lembi, il numero di specie è decisamente più ridotto rispetto alle cenosi tipiche del Caricion davallianae. Per evitare l’evoluzione verso il canneto puro (privo di codice Natura 2000) è necessario intervenire con regolari falciature condotte senza utilizzare mezzi pesanti.

Per effetto della morfologia di dettaglio e del progressivo disseccamento, sono frequenti in vari siti popolamenti in cui gli aspetti di Molinion non sono facilmente separabili da quelli di Caricion davallianae. Qualitativamente si tratta di cenosi di notevole valore in cui, peraltro, sono già evidenti gli effetti prodotti dall’ingresso di specie arboree.

Nella parte bassa della Val da Ciampo (sotto strada) si riconoscono invece una fascia di transizione in cui la distinzione tra 7230 e 7140 risulta improponibile alla scala di lavoro adottata. Peraltro la coesistenza di elementi basifili ed acidofili nei dintorni di Danta è fenomeno del tutto normale, determinato dalle matrici litologiche e dalla stessa morfologia.

9410 Foreste acidofile montane e alpine di Picea (Vaccinio-Piceion)

L’abieteto, formazione mista con abete bianco dominante o comunque assai ben rappresentato, non è contemplato nell’allegato 1, ma è l’habitat complessivamente più diffuso in tutto il SIC, spesso con elevato valore produttivo e bellezza strutturale ed estetico-paesaggistica. Sono rappresentati soprattutto abieteti dei suoli mesici, ma anche quelli dei suoli acidi (piceo-abieteti) e per tale motivo sono stati tutti riferiti al codice 9410. La presenza di faggio e specie fagetali è infatti, nel complesso, del tutto marginale.

Mosaico tra torbiera boscosa (91D0*) e abieteto (9410)

Lembi di abieteto in cui i Bulten con sfagni (colonizzati da mirtilli, Calluna vulgaris, ma anche Carex nigra e Drosera rotundifolia) sono ben sviluppati, localizzati ai margini delle aree di torbiera alta ombrotrofica.

91E0* Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae , Salicion albae)

Habitat individuato in un piccolo, ma comunque riconoscibile, popolamento nella parte più meridionale del SIC (Piedo). Esso contribuisce a incrementare la biodiversità complessiva anche se è poco rappresentativo quale espressione dell’habitat prioritario.

 

8120 Ghiaioni calcarei e scisto calcarei montani e alpini (Thlaspietea rotundifolii)

Habitat segnalato in un lembo molto limitato di un versante in erosione nel settore occidentale che pur privo di elementi caratteristici presenta vegetazione comunque riferibile al Petasition paradoxi.

 

 

 

Torna a SIC