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Salvaguardia e valorizzazione delle torbiere di Danta di Cadore
"Danta2004" Life04 NAT/IT/000177

Espansione invasiva della cannuccia di palude (Phragmites australis)

La cessazione dell’attività di sfalcio in conseguenza all’abbandono delle residue attività agricole svolte sui territori prospicienti le torbiere e l’abbassamento del livello di falda dovuto alla presenza di un canale di scolo con conseguente aumento dell’ossigenazione degli strati torbosi superficiali, la loro mineralizzazione ed il rilascio di nutrienti, hanno favorito l’affermarsi della cannuccia di palude (Phragmites australis).

Tale graminacea, tipica della vegetazione degli ambienti umidi dove costituisce le cenosi definite “canneti”, è dotata di elevata resistenza ed invasività che consentono la progressiva sostituzione di specie più tipiche dell’ambiente di torbiera caratterizzate da un apparato radicale poco sviluppato in profondità (in particolare dello Schoenus ferrugineus, incluso nella lista rossa nazionale e regionale) con conseguente impoverimento della composizione floristica dei siti sia intermini quantitativi che qualitativi. Lo sviluppo incontrollato della Phragmintes porta inoltre al progressivo prosciugamento dei suoli con trasformazione degli ambienti umidi in prati relativamente più asciutti. Il perdurare di tale situazione favorisce successivamente anche l’avanzata di specie arboree dal margine (segnatamente Picea abies, Pinus sylvestris e, talvolta, più raramente, Abies alba, Betula spp., Sorbus aucuparia).

La minaccia è particolarmente significativa sui versanti della palude di Val Mauria, dove Phragmites è nettamente dominante, ed anche in una parte consistente del settore a monte della torbiera di Val di Ciampo. Nell’aree a valle di quest’ultima il disturbo della cannuccia è osservabile in corrispondenza delle aree più umide e ricche di minerali, dove si sviluppa la specie Carex lasiocarpa, (carice a frutto).

 

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